Si è svolta a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, presso le suggestive sale dell’Hotel Villa Condulmer, la conferenza stampa di “Cena di Note” 2015, la nota manifestazione musical-gastronomica che da anni abbina il meglio della musica colta all’alta cucina.
Si tratta della VII edizione di questa rassegna che sin dai suoi esordi ha visto come principali sostenitori il Corriere del Veneto, foglio regionale del Corriere della Sera, e Schöllerbank, istituto bancario austriaco. Ad essi si sono unite quest’anno anche le prestigiosissime Cantine Ruggeri di Valdobbiadene (Treviso) A illustrare i dettagli della manifestazione si sono alternati sul tavolo degli oratori: Alessandro Russello, direttore del Corriere del Veneto/Corriere della Sera, Alessandro Zangrando, responsabile delle pagine culturali dello stesso quotidiano, Filippo Palermo, direttore di Schöllerbank Villach, Alessandro Tortato, direttore d’orchestra, ideatore e direttore artistico di “Cena di Note”, Giovanni Montanaro, scrittore.
La formula di “Cena di Note” è nota: a un concerto di musica classica della durata di 30 minuti circa, che vede solo ed esclusivamente protagonisti artisti di fama internazionale, segue in ambiente separato una cena ispirata dal tema del concerto ideata e preparata da chef di grido. Nelle passate edizioni la rassegna è stata ospitata nelle più belle ville e castelli del Triveneto, presentata in luoghi di estremo prestigio (Palazzo Grassi, Le Calandre, tanto per fare due nomi). Si sono affiancati artisti di fama mondiale e chef stellati. L’edizione 2015 mira come sempre ad elevare ulteriormente il target.
Ecco in sintesi le tappe:
1. Sabato 6 giugno 2015, Due Torri Hotel Verona (hotelduetorri.duetorrihotels.com): Chiamami solo amore. Nella città dell'amore, così intensamente descritta da William Shakespeare in "Romeo e Giulietta" (da cui è tratta l'espressione che dà il titolo alla serata), avremo l'onore di ascoltare il più celebre chitarrista italiano ed uno dei più noti al mondo, Giampaolo Bandini (https://it-it.facebook.com/pages/Giampaolo-Bandini/54607644937) in un programma ovviamente dedicato allo stesso tema. Anche Sergio Maggio, lo chef del Due Torri Lounge & Restaurant, il ristorante dell'hotel, considerato unanimemente il più bello della città scaligera, premiato dalla Michelin con le tre forchette, proporrà con altrettanto amore i suoi piatti ai gentili ospiti.
2. Giovedì 25 giugno 2015, Hotel The Westin Europa&Regina – Venezia (www.westineuropareginavenice.com): La bisbetica indomata. "Non c'è due senza tre": il rinnovato successo dell’appuntamento dell’anno scorso in questo che è uno dei più eleganti alberghi di Venezia, sul Canal Grande, di fronte alla Basilica della Salute, ci ha indotto a rendere questo appuntamento un vero e proprio "classico" di Cena di Note. Ritorna ancora una volta Silvia Dalla Benetta, uno dei più celebri soprani del panorama lirico internazionale (www.silviadallabenetta.it), questa volta in un programma lirico dedicato ai personaggi che nella storia dell'opera hanno rivestito il ruolo di "pettegole". Si divertirà ancora una volta ai fornelli Alberto Fol.
3. Domenica 23 agosto 2015, Hotel Cristallo – Cortina d'Ampezzo (BL) (www.cristallo.it): La montagna incantata. Per la prima volta Cena di Note sale nella "Perla delle dolomiti" in uno degli hotel più celebri al mondo, l'unico 5 stelle lusso del centro ampezzano, aperto a Cortina nel lontano 1901. Il noto mezzosoprano Silvia Regazzo (www.silviaregazzo.it) celebrerà con intensità e rispetto l'anniversario della partecipazione italiana alla Grande Guerra, offrendoci un concerto dedicato alla liederistica d'amore prodotta negli anni dell'evento bellico. L'executive chef Stefano Tabacchi arricchirà la serata con la sua straordinaria esperienza.
4. Venerdì 11 settembre 2015, Villa Giustinian, Portobuffolè (TV) (www.villagiustinian.it): A Gaia. Il Quartetto dell’Accademia di San Giorgio, orchestra della Fondazione Cini di Venezia, una delle migliori compagini da camera europee (www.accademiasangiorgio.it), offrirà al pubblico alcuni capolavori di Francesco Malipiero, compositore veneto attivo nel primo novecento, che fece del richiamo all'antico la forza della sua estetica. Tali opere potranno trasportarci con la mente all'epoca di Gaia da Camino, colta nobildonna trevigiana citata da Dante nella Divina Commedia, vissuta a cavallo tra il 1200 e il 1300, il cui marito Tolberto elesse Portobuffolè, borgo trevigiano considerato tra i più belli d'Italia, sua residenza ufficiale. Ci farà fare un viaggio nella storia anche lo chef Ivan Scantamburlo?
Costi e modalità di prenotazione delle serate saranno annunciate in prossimità di ciascun evento sul Corriere Veneto e sugli altri media.
Sponsor ufficiale e wine sponsor di quest'anno, come accennato: Cantine Ruggeri (www.ruggeri.it).
Media partner della manifestazione:
Verde a NordEst (www.verdeanordest.it)
Antenna 3 (www.t-vision.it)
Telechiara (telechiara.gruppovideomedia.it)
Telebelluno (www.telebelluno.it)
RTTR (www.radioetv.it)
Ramtv
Telealtoveneto
Free
Saporiecom (www.saporie.com)
Cucinaallamoda (www.cucinaallamoda.blogspot.com).
Sponsor partner Hotel Villa Condulmer (www.hotelvillacondulmer.it).
domenica 24 maggio 2015
PRESENTATA LA 7a EDIZIONE DI "CENA DI NOTE", FARA' TAPPA A VERONA, VENEZIA, CORTINA E PORTOBUFFOLE'
IL 26 MAGGIO A VENEZIA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO GRAVNER - COLTIVARE IL VINO
Martedì 26 maggio 2015 alle 18, la Libreria Goldoni di Venezia ospita la presentazione del libro Gravner - Coltivare il vino. Il volume, edito dal Cucchiaio d'Argento, è un omaggio a Joško Gravner, viticoltore di Oslavia (Gorizia).
Alla presentazione veneziana sarà presente Joško Gravner per un percorso tra parole e immagini con Stefano Caffarri, de Il Cucchiaio d'Argento, autore del libro. Modera l'incontro Claudio De Min, giornalista de Il Gazzettino.
A conclusione un assaggio della nuova annata Ribolla 2007.
L'entrata è libera.
Gravner è considerato uno dei padri della viticoltura rigorosa in Italia e all’estero. La sua azienda di Oslavia (Gorizia) è oggi conosciuta in tutto il mondo per i vini prodotti in anfora con lunghe macerazioni sulle bucce. http://www.gravner.it/
Il volume è già disponibile in tutte le librerie al prezzo di copertina di 19,00 euro.
Alla presentazione veneziana sarà presente Joško Gravner per un percorso tra parole e immagini con Stefano Caffarri, de Il Cucchiaio d'Argento, autore del libro. Modera l'incontro Claudio De Min, giornalista de Il Gazzettino.
A conclusione un assaggio della nuova annata Ribolla 2007.
L'entrata è libera.
Gravner è considerato uno dei padri della viticoltura rigorosa in Italia e all’estero. La sua azienda di Oslavia (Gorizia) è oggi conosciuta in tutto il mondo per i vini prodotti in anfora con lunghe macerazioni sulle bucce. http://www.gravner.it/
Il volume è già disponibile in tutte le librerie al prezzo di copertina di 19,00 euro.
giovedì 21 maggio 2015
UNA VITICOLTURA PER IL FUTURO: IL BIOLOGICO RIPARTE DA VISTORTA CON NUOVO SLANCIO
All'Azienda Agricola Vistorta di Sacile un convegno con i massimi esponenti della viticoltura biologica. Una scelta sempre più frequente, logica evoluzione dell'agricoltura che guarda avanti
L'Azienda Agricola Vistorta di Sacile (PN) mercoledì 14 maggio è stata la sede del convegno Una viticoltura per il futuro, organizzato in collaborazione con AIAB-FVG.
Un momento di incontro e di scambio di esperienze a cui hanno partecipato oltre 300 tra imprenditori agricoli e operatori della filiera vitivinicola: un pubblico oltre le attese che ha affollato gli antichi granai dell'azienda agricola per ascoltare dalla viva voce di alcuni dei massimi esperti nazionali motivazioni e vantaggi della conversione al biologico, esperienze e difficoltà.
Un appuntamento fortemente voluto da Brandino Brandolini d'Adda, titolare dell'Azienda Agricola Vistorta, che ha inteso così sensibilizzare altre aziende a crescere nell'impegno verso un'agricoltura sostenibile e responsabile. Una strada che Vistorta ha imboccato già da alcuni anni arrivando alla certificazione bio nel 2009. Oggi l'azienda, oltre alla vite, coltiva in biologico anche ortaggi, farro, grano, mais, soia ed erba medica. “Andare verso l'agricoltura biologica – spiega Brandolini – è stato per noi un percorso naturale. Oggi, con questo convegno, abbiamo iniziato un percorso che vorremmo portasse Vistorta ad essere un esempio e un crocevia di esperienze per un'agricoltura migliore”.
L'incontro ha preso le mosse dalle motivazioni che spingono alla conversione, affrontate da Enzo Mescalchin della Fondazione E.Mach di San Michele all'Adige, che ha riportato le esperienze di chi ha trovato nella viticoltura biologica una scelta logica, dettata in primis dalla necessità di vivere in un ambiente sano per l'agricoltore e la propria famiglia. “La migliore difesa non è avere nuove armi, ma conoscere il nemico” ha sintetizzato Mescalchin che ha poi portato l'attenzione sul terreno, mettendo in rilievo che “attraverso il bio siamo tornati a parlare di suolo”.
Sul terreno si è concentrata Anna Benedetti direttore del Centro di Ricerca per lo Studio delle Relazioni tra Pianta e Suolo di Roma: “Nel suolo abbiamo il 95% della biodiversità del pianeta – ha spiegato – ad animali e vegetali il restante 5%. A tutti gli effetti il suolo deve essere considerato un organismo vivente e pertanto si parla di respirazione del suolo. Ha un proprio metabolismo e vive delle sostanze che apportano gli organismi che vi abitano”. Ha quindi riportato i risultati dele sue sperimentazioni che mostrano la correlazione tra biodiversità del suolo del vigneto e qualità del vino.
Di suolo ha continuato a parlare anche Luca Conte, agronomo, che ha spiegato nel dettaglio come avviene l'Analisi della Vanga: si tratta di uno strumento semplice ma utilissimo per conoscere il proprio terreno partendo dal prelievo e dall'osservazione di una zolla.
È quindi intervenuto Giovanni Bigot, di Perleuve di Cormons che ha spiegato come difendere il proprio vigneto senza la chimica, portando l'esperienza di 15 anni in Friuli Venezia Giulia. Ha sottolineato l'importanza della conoscenza e dell'osservazione in campo, dove il passaggio al biologico deve essere soprattutto un cambio di atteggiamento, nel quale non basta sostituire le sostanze di sintesi con rame e zolfo.
Si è poi conosciuta la realtà dei biodistretti della Toscana con Ruggero Mazzilli, della Stazione sperimentale per la Viticoltura Sostenibile di Panzano in Chianti dove i vigneti biologici sono ormai il 95%. “Coinvolgere tutti – ha spiegato – per noi è la massima protezione con il minimo sforzo, perché se tutti si muovono nella stessa direzione è più facile ottenere risultati”.
Pierluigi Donna, degli Agronomi SATA di Rovato, ha presentato l'esperienza della Franciacorta, da cui si è generato un metodo per la valutazione della biodiversità dell'azienda viticola esteso ad altre regioni italiane. Una metodologia che partendo dall'analisi dello stato fisico e strutturale dei terreni passa a valutare la propensione dell'azienda ad ospitare la biodiversità, fino alla valutazione dei comportamenti e delle modalità operative.
Spazio infine al dibattito moderato da Cristina Micheloni di AIAB-FVG. Sono qui intervenuti, oltre ai relatori, anche Lorenzo Mocchiutti dell'Azienda Vignai da Duline e Brandino Brandolini d'Adda, Azienda Agricola Vistorta: è stata l'occasione per definire con il pubblico presente nuovi obiettivi per il futuro per le aziende biologiche.
L'Azienda Agricola Vistorta di Sacile (PN) mercoledì 14 maggio è stata la sede del convegno Una viticoltura per il futuro, organizzato in collaborazione con AIAB-FVG.
Un momento di incontro e di scambio di esperienze a cui hanno partecipato oltre 300 tra imprenditori agricoli e operatori della filiera vitivinicola: un pubblico oltre le attese che ha affollato gli antichi granai dell'azienda agricola per ascoltare dalla viva voce di alcuni dei massimi esperti nazionali motivazioni e vantaggi della conversione al biologico, esperienze e difficoltà.
Un appuntamento fortemente voluto da Brandino Brandolini d'Adda, titolare dell'Azienda Agricola Vistorta, che ha inteso così sensibilizzare altre aziende a crescere nell'impegno verso un'agricoltura sostenibile e responsabile. Una strada che Vistorta ha imboccato già da alcuni anni arrivando alla certificazione bio nel 2009. Oggi l'azienda, oltre alla vite, coltiva in biologico anche ortaggi, farro, grano, mais, soia ed erba medica. “Andare verso l'agricoltura biologica – spiega Brandolini – è stato per noi un percorso naturale. Oggi, con questo convegno, abbiamo iniziato un percorso che vorremmo portasse Vistorta ad essere un esempio e un crocevia di esperienze per un'agricoltura migliore”.
L'incontro ha preso le mosse dalle motivazioni che spingono alla conversione, affrontate da Enzo Mescalchin della Fondazione E.Mach di San Michele all'Adige, che ha riportato le esperienze di chi ha trovato nella viticoltura biologica una scelta logica, dettata in primis dalla necessità di vivere in un ambiente sano per l'agricoltore e la propria famiglia. “La migliore difesa non è avere nuove armi, ma conoscere il nemico” ha sintetizzato Mescalchin che ha poi portato l'attenzione sul terreno, mettendo in rilievo che “attraverso il bio siamo tornati a parlare di suolo”.
Sul terreno si è concentrata Anna Benedetti direttore del Centro di Ricerca per lo Studio delle Relazioni tra Pianta e Suolo di Roma: “Nel suolo abbiamo il 95% della biodiversità del pianeta – ha spiegato – ad animali e vegetali il restante 5%. A tutti gli effetti il suolo deve essere considerato un organismo vivente e pertanto si parla di respirazione del suolo. Ha un proprio metabolismo e vive delle sostanze che apportano gli organismi che vi abitano”. Ha quindi riportato i risultati dele sue sperimentazioni che mostrano la correlazione tra biodiversità del suolo del vigneto e qualità del vino.
Di suolo ha continuato a parlare anche Luca Conte, agronomo, che ha spiegato nel dettaglio come avviene l'Analisi della Vanga: si tratta di uno strumento semplice ma utilissimo per conoscere il proprio terreno partendo dal prelievo e dall'osservazione di una zolla.
È quindi intervenuto Giovanni Bigot, di Perleuve di Cormons che ha spiegato come difendere il proprio vigneto senza la chimica, portando l'esperienza di 15 anni in Friuli Venezia Giulia. Ha sottolineato l'importanza della conoscenza e dell'osservazione in campo, dove il passaggio al biologico deve essere soprattutto un cambio di atteggiamento, nel quale non basta sostituire le sostanze di sintesi con rame e zolfo.
Si è poi conosciuta la realtà dei biodistretti della Toscana con Ruggero Mazzilli, della Stazione sperimentale per la Viticoltura Sostenibile di Panzano in Chianti dove i vigneti biologici sono ormai il 95%. “Coinvolgere tutti – ha spiegato – per noi è la massima protezione con il minimo sforzo, perché se tutti si muovono nella stessa direzione è più facile ottenere risultati”.
Pierluigi Donna, degli Agronomi SATA di Rovato, ha presentato l'esperienza della Franciacorta, da cui si è generato un metodo per la valutazione della biodiversità dell'azienda viticola esteso ad altre regioni italiane. Una metodologia che partendo dall'analisi dello stato fisico e strutturale dei terreni passa a valutare la propensione dell'azienda ad ospitare la biodiversità, fino alla valutazione dei comportamenti e delle modalità operative.
Spazio infine al dibattito moderato da Cristina Micheloni di AIAB-FVG. Sono qui intervenuti, oltre ai relatori, anche Lorenzo Mocchiutti dell'Azienda Vignai da Duline e Brandino Brandolini d'Adda, Azienda Agricola Vistorta: è stata l'occasione per definire con il pubblico presente nuovi obiettivi per il futuro per le aziende biologiche.
LIVINGCAP: INTERIOR E GARDEN DESIGN ECO CON IL SUGHERO RICICLATO
L’azienda vicentina propone una linea di design eco anche per il giardino: si tratta di Greencorks, ottenuta unicamente con sughero di riciclo. Tra le nuove creazioni lampade per interni e esterni e originali bottigliere portaghiaccio
Sgabelli a forma di tappo, lampade, portaghiaccio – tutto rigorosamente in sughero. È il design ecofriendly di Greencorks, la linea d’arredamento per interni ed esterni dell’azienda vicentina Livingcap, che, fedele alla sua anima verde, punta tutto sui materiali di recupero.
Avviene così che chiusure in sughero riciclate si trasformino in vere e proprie opere di design in cui la componente grezza del sughero raggiunge sorprendenti risultati di eleganza, pur mantenendo un caratteristico aspetto caldo e naturale.
Greencorks si arricchisce ora di nuove creazioni, tra cui una linea di lampade declinata in tante soluzioni: a parete, per il soffitto, da terra o per esterni, sempre con un’avvolgente forma circolare. Lo stesso tratto ritorna nella bottigliera portaghiaccio, un oggetto gemello perfetto per essere abbinato con una cork lamp.
Prodotti in un laboratorio artigianale di Vicenza, grazie al supporto dell’architetto Manuel Cason dello studio Mca & Partners, i complementi d’arredo firmati Livingcap hanno inoltre il merito di incentivare il riciclo di una materia prima preziosa come sughero. Le chiusure in questo materiale vengono infatti raccolte all’interno di specifici contenitori, chiamati Save Planet Box, in appositi punti segnalati.
Tutta la realizzazione degli oggetti avviene senza l’utilizzo di materiali artificiali. «Anche i collanti impiegati sono di tipo naturale, così come la materia prima», spiega Alessia Zanin, sales manager di Livingcap, «Greencorks nasce per dare vita a prodotti come sedie, tavoli, cantinette, pouf a partire da una materia sempre viva come il sughero che è durevole nel tempo e riciclabile infinite volte».
L’intera linea è acquistabile anche on line grazie allo shop presente nel sito www.corksdesign.com
Sgabelli a forma di tappo, lampade, portaghiaccio – tutto rigorosamente in sughero. È il design ecofriendly di Greencorks, la linea d’arredamento per interni ed esterni dell’azienda vicentina Livingcap, che, fedele alla sua anima verde, punta tutto sui materiali di recupero.
Avviene così che chiusure in sughero riciclate si trasformino in vere e proprie opere di design in cui la componente grezza del sughero raggiunge sorprendenti risultati di eleganza, pur mantenendo un caratteristico aspetto caldo e naturale.
Greencorks si arricchisce ora di nuove creazioni, tra cui una linea di lampade declinata in tante soluzioni: a parete, per il soffitto, da terra o per esterni, sempre con un’avvolgente forma circolare. Lo stesso tratto ritorna nella bottigliera portaghiaccio, un oggetto gemello perfetto per essere abbinato con una cork lamp.
Prodotti in un laboratorio artigianale di Vicenza, grazie al supporto dell’architetto Manuel Cason dello studio Mca & Partners, i complementi d’arredo firmati Livingcap hanno inoltre il merito di incentivare il riciclo di una materia prima preziosa come sughero. Le chiusure in questo materiale vengono infatti raccolte all’interno di specifici contenitori, chiamati Save Planet Box, in appositi punti segnalati.
Tutta la realizzazione degli oggetti avviene senza l’utilizzo di materiali artificiali. «Anche i collanti impiegati sono di tipo naturale, così come la materia prima», spiega Alessia Zanin, sales manager di Livingcap, «Greencorks nasce per dare vita a prodotti come sedie, tavoli, cantinette, pouf a partire da una materia sempre viva come il sughero che è durevole nel tempo e riciclabile infinite volte».
L’intera linea è acquistabile anche on line grazie allo shop presente nel sito www.corksdesign.com
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